About lo Stretto Indispensabile

About lo Stretto Indispensabile

m_sciarrone_photoChi sono

Prima di dirti come nasce Lo Stretto Indispensabile, ti racconto qualcosa di me, partendo dalla storia del mio nome, inizia tutto da lì. Il mio nome di battesimo è Maria Margherita. Maria come la nonna paterna, Margherita come la nonna materna. Di fatto nessuno mi ha mai chiamata così. In famiglia hanno scelto subito di chiamarmi Mariarita, lo hanno deciso dopo aver registrato il mio nome all’anagrafe, non prima. Così è stato per quindici anni circa. Quindici anni in cui il mio nome è stato più volte storpiato in Maria Rosa, Anna Rita, Maria Grazia, Maria Paola.

A sedici anni per gli amici sono diventata Mary, nello stesso momento in cui, presa da una crisi adolescenziale, imposi a tutta la famiglia di chiamarmi Mari. Mia madre fu l’unica ad adeguarsi.

Da quel momento in poi per tutti fui Mary e ancora oggi se provo a presentarmi come Mariarita, le persone sono disorientate. Io però mi ostino a far girare tutti i nomi che ho, creando forse un po’ di confusione ma escludendone uno sento di tralasciare fasi e persone della mia vita. Per cui tu che stai leggendo chiamami pure come ti senti, almeno fino a quando non deciderò di farmi chiamare con il nome che più ho amato tra questi: Margherita. Una cosa è certa: semmai dovessi avere un figlio avrà un nome solo.  

Mia figlia è nata il 20 gennaio 2019. Con un nome solo, come promesso a me stessa. Un nome solo, un nome corto, un nome poco soggetto a storpiature: Carla.

Il mio rapporto con la Calabria

Sono nata a Reggio Calabria, ho vissuto fino ai diciotto anni a Villa San Giovanni, un paese di 13.700 anime, che tu conoscerai perché è lì che si prendono i traghetti per andare in Sicilia. Dall’altra sponda Messina, in mezzo lo Stretto di Messina. Ho lasciato la Calabria dopo la maturità classica e credevo di non farvi più ritorno se non per vacanza. Lontana dalla terronia ho conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione Pubblica e organizzativa, quella specialistica in Pubblicità e Comunicazione d’impresa e sono diventata giornalista pubblicista. Nel 2008 ho vinto una borsa di studio per il progetto Erasmus a Santiago de Compostela. Quindici giorni prima della partenza ho rinunciato a quest’esperienza. Quella non partenza, condizionata da quello che all’epoca consideravo l’amore della mia vita, influirà su tutte le mie scelte future. Il grande insegnamento che ne è derivato è stato che chi ti ama davvero non ti chiederà mai di rinunciare ad una cosa cui tieni. Qualche anno dopo mi si è presentata una seconda occasione di esperienza all’estero che ho colto al volo e nel 2009 mi sono trasferita in Irlanda, a Dublino grazie ad una borsa di studio con il programma Leonardo.

In dieci anni ho cambiato quattro città e affrontato nove traslochi prima di fare rientro nell’unico posto che potevo chiamare casa. Il mio legame con la Calabria è viscerale, l’ho amata di un amore profondo e l’ho odiata come con quegli amori impossibili che ti fanno dannare e da cui sai che non ti libererai mai.

Cose che mi contraddistinguono in ordine sparso:

Amo viaggiare. Odio le sveglie presto. Scrivere mi rilassa, oltre ad essere una necessità. Quando ho bisogno di pensare, faccio una passeggiata al mare.

La giornata non inizia senza il caffè, rigorosamente a letto, in silenzio e dopo le 8.

Vivo con la testa tra le nuvole, amo guidare, sono impulsiva, testarda, logorroica. Convivo con il mio compagno da circa sei anni in una casa che ho scelto per un’unica ragione: ha la vista sul mare. Molte delle cose che faccio è grazie a lui, che rispetta i miei silenzi e i miei momenti di introspezione. Ho un papà molto social e secondo lui io sono Internet in persona, ragion per cui mi interpella per i problemi tecnici più disparati e non accetta che io non riesca a risolverli. Un uomo buono e onesto, mio padre. Sento mia mamma circa tre volte al giorno e non vado mai a dormire senza averle dato la buonanotte. A lei devo la mia voglia di indipendenza, perché sin da quando ero piccola mi ha trasmesso la consapevolezza che se non mi fossi mai arresa, se ci avessi messo impegno e dedizione, avrei potuto fare qualunque cosa. Non si arriva da nessuna parte senza queste cose, ha sempre detto mamma. Mio fratello è l’altra parte di me, quello che al contrario mio, ha sempre saputo cosa fare e come farla.

Zia ma anche mamma

Ho due nipoti bellissimi e fino ad un anno fa credevo che nella vita non avrei potuto fare altro che la zia. Invece la realtà come sempre supera la fantasia e a gennaio 2019 sono diventata mamma di una meravigliosa bimba. Non ho ancora avuto modo di realizzare quello che mi è successo, ma quello che posso dire è che da quando c’è lei nella mia vita, è tutto più bello. Più impegnativo, ma di una bellezza indescrivibile.

Il social che preferisco e che più mi si addice è Instagram. Amo fotografare i paesaggi e associare delle storie. Quelle che preferisco raccontare sono legate al territorio, a sud. Nel 2018 sono diventata vice regional manager di Igers Calabria, account di promozione del territorio in cui ogni giorno selezioniamo le foto della community che raccontano le bellezze della Calabria.

 

Cosa faccio

Mi occupo di social media marketing, digital e content strategy. In parole povere accompagno le aziende sul web e curo la loro presenza on line, in particolare sui principali social network. Ho lavorato per sei anni in due agenzie di comunicazione e collaborato con importanti multinazionali. Il lavoro in agenzia mi ha formato, forgiato e dato molte soddisfazioni. Nel 2017 ho scelto di fare un salto nel buio. L’ho fatto senza sapere bene dove mi avrebbe portato quello che ho ribattezzato “un atto d’amore verso me stessa“, ma so per certo che era una scelta necessaria, perché quando non hai più nulla da dire e da dare è doveroso fare un passo indietro.

In tutta questa poliedricità, la cosa che più amo è raccontare storie e far venire fuori l’essenza delle aziende con cui collaboro. In modo autentico e meno autoreferenziale.

Il mio curriculum completo lo trovi qui.

Perché lo Stretto Indispensabile?

Questo blog nasce nel 2017, ma è come se per me ci fosse sempre stato. Scrivo su diari, pezzi di carta e file word da quando ho più o meno otto anni. Non ho decisamente mai scritto solo Lo Stretto Indispensabile.

“Ho scritto sempre e ovunque, per passione, per dovere e da circa dieci anni anche per lavoro”.

Il nome di questo blog è prima di tutto un omaggio allo Stretto di Messina. Ho avuto il privilegio di svegliarmi ogni mattina avendolo sempre di fronte. C’è chi la mattina si sveglia e vede palazzi, strade trafficate o muri. Io di fronte ho sempre avuto il mare. E la Sicilia. Il mio punto fermo, quello che se una mattina mi svegliassi e non la trovassi più mi sentirei persa.

Pensieri e suggestioni lunghi tre chilometri, quelli che separano le due sponde. Tra miti e leggende.

#Lostrettoindispensabile è, in secondo luogo, una sfida: quella di liberarsi dalle zavorre, un invito -prima di tutto a me stessa – a viaggiare leggeri, piuttosto che mettere in valigia 3 paia di scarpe e 200 calzini in più, dimenticandosi l’essenziale.

Qui si parla di Sud in generale, dei viaggi a sud in particolare,  di come i social possano aiutare le aziende a promuovere il territorio e, last but not least, dello Stretto di Messina.

Se sei un’azienda e ti piacerebbe sapere come promuovere la tua attività sui social o se sei un professionista e vuoi parlarmi di un progetto, puoi scrivermi al seguente indirizzo email: info@lostrettoindispensabile.net