Civita e i viaggi dell’anima

Civita e i viaggi dell’anima

Avete mai sentito parlare dei viaggi dell’anima? Sicuramente sì. Protagonisti sono quei luoghi che ti mettono di fronte te stesso. Sono viaggi coraggiosi e li puoi fare solo in alcune destinazioni lontane dai circuiti turistici, dove puoi sentire davvero il suono della tua voce, imparare a conoscere i tuoi passi, chiudere a chiave i rumori del mondo esterno ed entrare in contatto con l’altro. L’ho ribattezzato così il mio ultimo weekend a Civita: un viaggio dell’anima.

Blogtour Civita nel cuore

Lo scorso ottobre sono stata ospite di un blogtour, organizzato da Borgo Slow, progetto ambizioso con l’obiettivo di connettere i piccoli borghi a nuovi modelli di ospitalità diffusa.

Un blogtour per ripartire e per far conoscere la vera essenza di questo luogo, grazie al contributo dei piccoli imprenditori del borgo.

Assieme ad 11 blogger ho trascorso due giorni alla scoperta delle 7 meraviglie di Civita.

Cosa vedere a Civita – i viaggi dell’anima

Arrivata in questo borgo di meno di mille abitanti ai piedi del Parco Nazionale del Pollino e ai confini della Calabria, mi sono stupita del silenzio. Ma non quel silenzio tipico dei borghi abbandonati e senza vita. A Civita regna un silenzio quasi rispettoso del luogo, della montagna che qui è protagonista assoluta, delle strade strette e in salita che si arrampicano fino al centro storico.

Silenzio che quasi subito si trasforma in braccia che ti accolgono, mani che ti stringono e voci che ti invitano a fermarti. Sono gli abitanti di Civita, per nulla schivi, ma socievoli e desiderosi di aprire le proprie case.

 

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Se c’è una cosa che mi ha colpito di #Civita è la fierezza dei suoi abitanti. Quella fierezza tipica di chi è orgoglioso della propria storia e delle proprie tradizioni. Se vai a Civita, devi fermarti a conoscere la sua gente. Gli abitanti di Civita vogliono parlarti, vogliono essere ascoltati. Come Zio Antonio, felice di essere fotografato e stabilire un contatto con l’altro, il forestiero. Perciò quando arrivi qui, ricordati di alzare la testa, di non andare di corsa. Piuttosto rallenta!Soffermati sui loro sguardi, anche se non li hai mai incrociati prima. Civita insegna il significato più profondo dell’accoglienza. Qui si pratica la filoxenia, le porte hanno ancora le chiavi nella toppa e si respira il senso di una comunità con le braccia sempre spalancate. #civitanelcuore #borgoslow #igerscosenza #peopleareawesome #accoglienza #viaggiasud #lostretto__indispensabile #igerscalabria #turismolento #blogtour #educationaltour #southofitaly #italianaculture #gentedicalabria #igerspollino #experientialtravel #calabridavivere #enjoycalabria #discovercalabria #direzionecalabria #calabriastyle #bestcalabriapics #southitaly #versosud #amepiaceilsud #mediterraneo #calabria_illife #calabria_da_sogno #autunnoincalabria

Un post condiviso da Mary Sciarrone 👉 viaggiAsud (@lostretto__indispensabile) in data:

Le Case Kodra e i comignoli di Civita

Qui a Civita parlano tanto, con gli occhi e con il cuore. Persino le case. Tra le prime cose da fare appena arrivati, è andare a scovare le Case Kodra. Ce ne sono circa sei a Civita, una di queste è diventata Casa Museo, nel Rione Sant’Antonio. Ma cosa sono le case Kodra? Sono vere e proprie case parlanti, con tanto di occhi, naso e bocca. Il nome lo si deve Ibrahim Kodra, pittore post-cubista albanese che visitò Civita negli anni ‘90.

Vi stupirete nel trovare finestrelle che diventano occhi spalancati sul mondo, canne fumarie che rappresentano il respiro e quindi il naso, porte che danno l’idea di bocche ora serrate, ora colme di stupore.

Sui tetti di ogni Casa Kodra e non solo, c’è inoltre un cappello, meglio noto come comignolo. È la seconda meraviglia di Civita. I comignoli raccontano molto della storia dei civitesi. Raccontano, in primo luogo, lo status sociale di una famiglia. Ci sono, infatti, i comignoli più elaborati, che stanno a significare la presenza di una famiglia nobile e i comignoli più semplici, appartenenti ai contadini. In secondo luogo, questi comignoli avevano la funzione di allontanare gli spiriti maligni.

weekend dell'anima

Il belvedere di Civita

Lasciati i comignoli, la terza meraviglia da vedere è il Belvedere. Affacciarsi da qui è come ristabilire le proporzioni, constatare quanto siamo piccoli di fronte madre natura. Da qui si scorge la dorsale del Raganello, parte delle gole e il Ponte del Diavolo. E viene naturale voler riavvolgere il nastro e pigiare il tasto restart, prima di quel 20 agosto. Negli occhi di Stefania, Project Manager di BorgoSlow, leggo il dolore, misto a voglia di riscatto. Quello che è successo a Civita lo scorso agosto, ha lasciato un segno in tutti gli abitanti. Un borgo intero che in silenzio si è rimboccato le maniche e ha ripreso a costruire, sebbene non ci fossero segni evidenti di distruzione, sebbene sembrasse tutto al suo posto. Ma le ferite dell’anima sanno essere più profonde.

Il ponte del diavolo

Dal Belvedere c’è un sentiero che conduce all’estrema dorsale del Raganello e al Ponte del Diavolo. Tra scatti e momenti di riflessione, ci siamo immersi nei racconti Stefania, guida eccellente di questi due giorni e profonda conoscitrice del territorio.

Sono tante le storie legate alla “Timpa del Diavolo”. Una leggenda narra, ad esempio, che un proprietario terriero chiese al diavolo di costruire un ponte sul torrente. In cambio il diavolo avrebbe potuto prendere con sé l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte. Durante una notte tempestosa il diavolo costruì 36 metri di ponte e si preparò ad accogliere la prima vittima, ma il proprietario terriero fece attraversare il ponte ad una pecora e una capra. Il diavolo tentò invano di distruggere il ponte e non riuscendovi, sprofondò per l’ira negli abissi.

La dorsale del Raganello

Dal belvedere si inizia il percorso verso l’estrema dorsale del Raganello. Una delle meraviglie dei nostri due giorni a Civita sono state le lunghe camminate. Qui si cammina molto, un cammino faticoso, ma lento, fatto di lunghe pause. Per affrontare alcuni percorsi serve concentrazione, occhi ben puntati sul terreno, un abbigliamento adatto, guide esperte e prudenza.

Lungo questo sentiero imperdibile la sosta al sito Mater Chiesa. Un luogo mistico, dove pare ci fosse l’insediamento di un antico luogo di preghiera e contemplazione. La sacralità di questo luogo è ben rappresentata dagli ulivi secolari che crescono in questo pezzo di terra. Da qui si gode di una vista fiabesca.

Civita - weekend dell'anima

La camminata sull’estrema dorsale del Raganello mi ha fatto comprendere ulteriormente la bellezza della fatica, il legame intrinseco che abbiamo con la natura e la consapevolezza che arriva un momento in cui dobbiamo fermarci e tornare indietro.

Ho affrontato parte di questo percorso al sesto mese di gravidanza. Ero serena e fiduciosa, consapevole che non mi sarei spinta fino alla fine, ma fosse stato anche solo per un chilometro, sapevo ne sarebbe valsa la pena. Non sono arrivata fino alla cima della nostra arrampicata sull’estrema dorsale del Raganello, ma la sensazione di pace e libertà che ho respirato lassù viaggia ancora con me.

La cultura Arbëresh

Un’altra meraviglia di Civita è il suo folclore. Qui convive, infatti, una minoranza linguistica, conosciuta come Arbresh. Civita è stata fondata nel 1476 dagli albanesi e i valori di questa cultura sono stati tramandati fino ad oggi.

L’ospitalità, la fedeltà, la fratellanza, sono tutti valori di cui questo borgo è portatore. Il senso di appartenenza a questa comunità qui è molto forte. L’Arbëresh viene insegnato ancora oggi nelle scuole, lo si parla in casa e le tradizioni di questa cultura vengono tramandati di generazione in generazione. Viene naturale fare un paragone con un’altra minoranza linguistica calabrese, il greco di Calabria. Da un lato vi è l’orgoglio dei parlanti arbëresh, dall’altro il rifiuto del greco di Calabria da parte dei parlanti greko negli anni ’50. In mezzo c’è un processo di rivitalizzazione di entrambe le lingue da parte delle nuove generazioni.

Dove mangiare a Civita – i viaggi dell’anima

A Civita si cammina tanto, dicevamo. Cibo genuino e un buon bicchiere di vino aiutano a recuperare le energie. Sono stati diversi i nostri momenti di ristoro. Il primo con le mandorle dell’azienda Carlomagno, preparate nei modi più disparati. Mi sono sentita privilegiata perché la prima cosa che è stata offerta è stata la mia droga legale preferita: il latte di mandorla.

Un altro momento di ristoro lo abbiamo trascorso presso il ristorante enoteca Oste d’Arberia. La famiglia Nicoletti ci ha condotto in un viaggio autentico tra vini autoctoni e un menù degustazione a km0. Salumi, formaggi, verdure in pastella e innumerevoli delizie, sono state accompagnate dal Cervinago Rosso Calabria, vino prodotto dall’Azienda Agricola Cerchiaria. 

Civita Oste d'Arberia

Una cucina, quella proposta a Civita, che è un connubio tra la tradizione calabrese e quella Arbëresh. Come la pasta. Due sono le tipologie di pasta che ci ha presentato Anna Stratigò, ambasciatrice d’Arberia, in un laboratorio partecipato: striglia (Stridhëlat), dromsa (Dromësat).

La prima è un tipo di pasta che assomiglia ad un gomitolo di lana. Si realizza con pazienza, al punto che un tempo la donna si misurava dal saper fare la striglia o meno, in quanto lavorare quest’impasto richiede una certa abilità, facendo in modo che non si spezzi.

Il secondo tipo di pasta è meglio nota come la pasta dei poveri. La sua preparazione è un vero e proprio rito in cui la farina viene battezzata da un rametto di origano gocciolante d’acqua. In questo modo si formano grumi di pasta, dromsat, che poi vengono cucinati con i legumi o al sugo.

Entrambe le specialità le abbiamo gustate all’interno dell’ultimo ristornate che ci ha ospitato, l’Antico Ulivo. In  un misto di sapori semplici e decisi.

viaggi dell'anima

Dove dormire a Civita – i viaggi dell’anima

Quando il mio compagno di viaggio mi ha comunicato il b&b in cui avrei alloggiato, sono andata a sbirciare su Internet e sono rimasta folgorata dalla descrizione.

“Sei a La Magara, l’unico Bed and Breakfast a Civita situato in pieno centro storico. Sei in un luogo privilegiato sul mondo e sulla memoria. In alto, al di sopra di tutto.
In ogni stanza una loggetta, una finestra. Lo sguardo può danzare: fermarsi in basso sul ponte del diavolo, più in lontananza riempirsi di mare, girarsi di lato e arricchirsi delle verdi e rigogliose piante della Lacxa. Da lì, l’incontro con il vento ti toglie il respiro. È magico, porta con sé tante storie, tanti segreti, sussurri. Sei nel silenzio ma non sei solo. Lo scandire del tempo accompagna il tuo viaggio.” 

Ancora prima di arrivare, ho capito che quello sarebbe stato il posto perfetto dove fermarmi. Stavo viaggiando sola, ma non del tutto. Assieme a me portavo una vita che presto si affaccerà al mondo. Il nostro primo viaggio in due.

Il B&B La Magara rispecchiava esattamente la sua descrizione. Un luogo privilegiato, dove la cosa più naturale che ti viene da fare e fermarti. Ancora più accogliente è la padrona di casa del B&B. Antonella mi ha aperto le porte della Magara con la sua dolcezza, i suoi occhi trasparenti e sinceri e mille racconti di vita. Storie tra passato e presente e un vissuto che mi è sembrato ora dopo ora sempre più simile al mio. C’erano le partenze, i lunghi esili dal paese d’origine e i ritorni. Non si sa per quanto, forse solo fino a quando “Civita avrà bisogno di me“. La cosa più commuovente del B&B La Magara – e un po’ di tutte le strutture ricettive presenti a Civita – è l’amore verso questo territorio. Immenso e generoso.  In ognuna delle strutture ricettive presenti a Civita troverete prodotti tipici, senso di comunità, “il mondo intero in un piccolo villaggio” e tanto cuore.

viaggi dell'anima

Come quello di ‘Zi ‘Ntonio. il vostro viaggio dell’anima non può non concludersi con una sua stretta di mano, una sua pacca sulla spalla. Lui è la memoria di questo borgo, il custode delle tradizioni e i suo sguardo acciaccato ma fiero, vi restituirà la fotografia più bella di Civita.

Per scoprire tutti i racconti del blogtour, basta seguire l’hashtag #civitanelcuore su Instagram.

 

 

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