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Reggio Calabria in bici

Reggio Calabria in bici

Maggio 9, 2020 Mariarita Sciarrone

Ripensare le città e il modo di esplorarle. Sono tante le cose che ci sta insegnando il Coronavirus. Mai come in questo momento servono scelte di vita più sostenibili, un modo diverso di lavorare, di viaggiare e vivere il territorio. Più lento. Di slow tourism te ne ho parlato in diverse occasioni, l’ultima qui. In questo elogio alla lentezza si incastra perfettamente la riscoperta della bici. In questo post ti racconto come visitare Reggio Calabria in bici, tramite il servizio di bike sharing.

Il bike sharing a Reggio Calabria è stato attivato da quasi un anno, realizzato dall’amministrazione comunale con i partner del progetto Reggio in bici. Qualche settimana prima che iniziasse il lockdown in tutta Italia, ho deciso di fare un tour della città in modo diverso, più lento. Sarei dovuta tornare per scattare qualche foto e video in più, ma la situazione di emergenza non me l’ha permesso.

Prima di raccontarti cosa vedere a Reggio Calabria in bici, una premessa è d’obbligo. Attraversare la città in bici non è sempre agevole. Sono state realizzate le piste ciclabili, ma nella maggior parte dei casi la bici deve convivere con i pedoni, le macchine, gli autobus. Il video amatoriale che ho realizzato un po’ lo dimostra. La mia passeggiata in bici, infatti, è stata un po’ tortuosa e movimentata, ma in questo momento di isolamento forzato, riguardare questi fotogrammi è stato un po’ come vedere quando la vita scorre.

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Cosa vedere a Reggio Calabria in bici

Il tour che ho provato personalmente parte e termina da Piazza Indipendenza, alle spalle del Museo Archeologico Nazionale. Se non ci sei mai stato, puoi scegliere se visitare il museo prima di iniziare il tour in bici o dopo (salvo diverse disposizioni, i musei potranno riaprire il 18 maggio). Io ho lasciato il Museo alla fine del percorso. Continua a leggere per scoprire cosa vedere a Reggio Calabria in bici. 

Lungomare Falcomatà

La prima tappa partendo da Piazza Indipendenza è il Lungomare Falcomatà, che deve il suo nome ad uno dei primi cittadini più amati da tutta la popolazione reggina: Italo Falcomatà, scomparso durante il suo terzo mandato e dopo aver governato la città di Reggio Calabria per 8 anni (dal 2014 alla guida della città abbiamo Giuseppe Falcomatà, figlio di Italo ndr). 

La costruzione del Lungomare risale al 1783. Negli anni ha subito diverse ricostruzioni: quella più importante è avvenuta nel 1994, grazie alla realizzazione di passeggiate a più livelli che hanno reso quest’area della città uno degli spazi pubblici più grandi d’Europa.     

Il tratto di costa, lungo circa 1,5 km, presenta uno stile liberty, rintracciabili anche nei principali palazzi che incontrerai lungo il tour.

Passeggiando sul Lungomare, la prima cosa di cui resterai colpito è la sua vegetazione. Sono presenti, infatti, palmizi secolari e altre piante esotiche, tra cui: palme nane, i ficus, le magnolie, l’Erythrina crista galli. Un vero e proprio giardino botanico che si affaccia sullo  Stretto di Messina. In questa splendida cornice d’autore a dominare è senza dubbio l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa.

Monumento a Corrado Alvaro

Una dei primi monumenti da vedere sul Lungomare è sicuramente quello dedicato a Corrado Alvaro, composto da tre blocchi di marmo travertino.

Lo scrittore contemporaneo è uno dei personaggi storici più famosi cui la Calabria ha dato i natali (nato a San Luca, in provincia di Reggio Calabria, nel 1895. Nelle sue opere ha raccontato le storie e gli uomini della Calabria, con ardore, amore, ma anche con indignazione.

Nel monumento a lui dedicato sono riportati alcuni brani estrapolati dalle sue opere più importanti, che rispecchiano i valori e la cultura calabrese.

Villa Genoese Zerbi 

Proseguendo la passeggiata, incontrerai uno dei palazzi più storici di Reggio Calabria: Villa Genoese Zerbi. L’edificio si trova nella parte alta del Lungomare, Corso Vittorio Emanuele III. La villa originariamente presentava uno stile barocco ed era dimora della famiglia del “Governatore” Genoese Zerbi, teorico della “Grande Reggio”.  Il terremoto del 1908, che colpì duramente Reggio Calabria, distrusse anche questo palazzo, che fu ricostruito nel 1925, discostandosi completamente dal progetto originale. La villa, ispirata alle Ca’ veneziane del XIV secolo, con archi in stile  gotico e neo-gotico, è composta da un corpo centrale di forma trapezoidale a due piani che si affaccia sul lungomare. Per alcuni anni il palazzo è stato sede di esposizioni d’arte contemporanea, ospitando tra l’altro alcune sezioni della Biennale di Venezia.

Reggio Calabria in bici

Di fronte Villa Zerbi puoi trovare le statue di Rabarama (nome d’arte della pittrice e scultrice Paola Epifani), tre opere in bronzo e alluminio dipinte, che sono ormai un punto di riferimento per i reggini. Le tre statue sono state acquistate dall’amministrazione comunale nel 2007, in occasione di una mostra personale della scultrice all’interno di Villa Zerbi. 

Arena dello Stretto e Monumento ad Athena

L’Arena dello Stretto è un anfiteatro che si ispira agli antichi teatri greci. Location privilegiata di manifestazioni ed eventi culturali, è stata costruita dopo il terremoto del 1908, al posto del Molo di Porto Salvo. Di fronte l’arena si trova il ceppo marmoreo dedicato a Vittorio Emanuele II, in memoria del primo luogo in cui si recò in veste di nuovo Re d’Italia. AL centro del cippo si trova il Monumento ad Athena, ricollocato sul lungomare nel 2001, precisamente nel punto dove sorgeva la scultura, ma in diversa posizione.  Originariamente la statua di bronzo raffigurante la Dea Athena, era rivolta verso il mare per proteggere la città da invasioni esterne.

Il sindaco Italo Falcomatà volle variare la posizione, poiché sosteneva che i nemici di Reggio Calabria si trovassero all’interno della città. 

Mura Greche e Terme Romane

Proseguendo sul lungomare, incontrerai le mura greche costruite verosimilmente dopo la metà del IV secolo a.C., nel periodo storico in cui Dionisio II ricostruì la città di Reggio col nome di Febea in onore di Febo Apollo. Le mura greche sono una testimonianza importante della presenza della civiltà classica a Reggio Calabria. 

Reggio Calabria in bici - mura greche

Alla fine del lungomare si trovano, invece, le Terme Romane. Rinvenute a seguito di lavori di riqualificazione dopo il terremoto del 1908, rappresentano un patrimonio storico prezioso per la città di Reggio Calabria. Quello che è stato restituito ai giorni nostri di questo edificio privato consiste in una vasca ellittica per bagni caldi,  una vasca quadrata per bagni freddi ed uno spogliatoio semicircolare caratterizzato da un pavimento a mosaico in bianco e nero del II-III sec. d.C. Lo stile del mosaico è geometrico ed è composto da tessere bianche di calcare e tessere nere in pietra lavica di provenienza siciliana o eoliana. 
Continua la lettura per scoprire cosa vedere a Reggio Calabria in bici. 

Piazza Duomo

Una volta lasciato il lungomare, il tour prosegue sulla via parallela, il Corso Garibaldi. Tra negozi, edifici storici e palazzi amministrativi, trovi la piazza centrale di Reggio Calabria, Piazza Duomo, e la chiesa più grande della Calabria. Dedicata a Maria Ss.ma Assunta, la cattedrale risale ai primi dell’anno mille. Tantissime però le ricostruzioni, quella più importante a seguito del terremoto del 1908. Una chiesa cui i reggini sono molto legati, per via del Quadro della Madonna della Consolazione, compatrona della città.

Ogni anno, durante la seconda domenica di settembre, la sacra effige viene accompagnata in processione da un centinaio di portatori dal Santuario dell’Eremo ala Cattedrale. Descrivere quella che dai reggini viene chiamata Festa Maronna richiederebbe un intero post. Quello che mi limito a raccontarti, è che l’arrivo della Vara in questa piazza è davvero emozionante. Qui avviene la volata, ovvero i portatori conducono il quadro della Madonna in chiesa correndo, attraversando tutta la piazza. Un momento cui vale la pena assistere. 

Castello Aragonese

Dal sacro, il tour in bici prosegue verso il profano e si sposta in Piazza Castello,  dove si trova quella che un tempo era la principale fortificazione di Reggio Calabria. Il Castello nei secoli ha subito tanti restauri e modifiche, frutto delle numerose dominazioni. Da fortezza, è diventato prigione politica e luogo di esecuzione dei ribelli. La parte più antica della struttura fu danneggiata dal terremoto del 1908, ma il danno più grosso fu causato con la demolizione volontaria dopo il terremoto, da parte dell’amministrazione. Oggi il castello è visitabile e ospita periodicamente mostre ed eventi culturali. Puoi lasciare la bici nella stazione di piazza Castello ed entrare anche nella Chiesa degli Ottimati. Caratteristica principale di questa chiesa bizantina, costruita attorno al X secolo, è la cupola di colore rosso acceso, visibile da più punti della città.

Il suo nome proviene da una congregazione di nobili fondata dai Normanni. Dal 1964 è guidata dall’ordine Gesuiti, dopo la ricostruzione della chiesa che avvenne nel 1931.

Piazza Italia e Teatro Cilea

Da Piazza Castello, il tour torna sul Corso Garibaldi, in Piazza Italia. Se preferisci fare una passeggiata a piedi, qui trovi un’altra stazione dove riporre la bici. Il nome reale della Piazza è Piazza Vittorio Emanuele, ma per i cittadini di Reggio è Piazza Italia, per via del monumento dedicato all’Unità d’Italia che si trova al centro della piazza. La statua, in marmo bianco di Carrara, realizzata dallo scultore Rocco Larussa, è alta tre metri.

Si tratta del cuore pulsante della città, ai cui lati si trovano gli edifici istituzionali principali: Palazzo San Giorgio, sede del municipio, Palazzo del Governo, sede della Prefettura e Palazzo Corrado Alvaro, sede della Città Metropolitana. 

Qui si trova anche un sito Ipogeo di importante interesse storico-archeologico. Uno spazio di sei metri in cui sono stati riconosciuti undici fasi di edificazione, dall’età greca fino ai primi anni del XIX secolo.

Adiacente alla Piazza trovi, inoltre, il Teatro Comunale Cilea che deve il suo nome al musicista calabrese Francesco Cilea. Realizzato nei primi del 900, è un piccolo gioiello della città di Reggio Calabria. La struttura, dallo stile architettonico classico all’esterno, ottocentesco all’interno, ospita circa 1500 persone e ad oggi rappresenta il simbolo culturale della città dando spazio all’arte in tutte le sue forme.
Al primo piano, il teatro Cilea ospita la Pinacoteca Civica, dove puoi ammirare conservate, tra le altre, le opere di artisti come Antonello da Messina, Mattia Preti, Renato Guttuso. 

Museo Archeologico Nazionale 

Il tour prosegue lungo il Corso Garibaldi fino ad arrivare a Piazza de Nava, e a Palazzo Piacentini, meglio conosciuto come Marc. Il Museo Archeologico Nazionale non è solo la sede dei famosi Bronzi di Riace. Restsurato nel 2016, è suddiviso in cinque livelli. Al piano terra si trovano le collezioni della Storia di Reggio Calabria dall’età del ferro fino all’età romana, i Bronzi di Riace e i tesori del relitto di Porticello, tra cui la Testa del Filosofo e la Testa di Basilea. 

Al piano mezzanino è presente la necropoli e la vita quotidiana della Magna Grecia, come ad esempio i costumi funerari. Salendo al primo piano trovi le città e i santuari della Magna Grecia: le colonie di Sibari, Crotone, Medma,  Hipponion, Caulonia e Locri, i santuari della Mannella, di Marasà di Locri, della Passoliera di Caulonia e il santuario di Apollo Aleo di Krimisa.

Proseguendo al secondo piano ci sono le collezioni dell’epoca precendente la Magna Grecia: Dal Paleolitico al Mesolitico, passando per il Neolitico, fino ad arrivare all’età del Bronzo e del Ferro.

Come funziona Reggio in bici 

Se non possiedi una bicicletta o vuoi comunque provare il servizio di bike sharing bici in città, ti racconto come funziona:

La prima cosa da fare è scaricare l’app Bici in città, disponibile sia per dispositivi Android che per dispositivi Ios. Una volta registrato, potrai agganciare un metodo di pagamento e scegliere il tipo di abbonamento che preferisci tra:

  • ABBONAMENTO ANNUALE che ha un costo di 35 €, comprensivi di € 5 di prima ricarica. Con questo abbonamento potrai usufruire per ogni noleggio di una prima prima mezz’ora gratuita e ogni mezz’ora successiva a 0.50€;
  • ONE DAY “MOBILE” che ha un costo di 4 € ed è valido 24 ore dall’acquisto. Con questo abbonamento avrai diritto all’utilizzo della bici per un massimo di 4 ore, anche non consecutive;
  • TWO DAYS “MOBILE” che ha un costo di 13 € ed è valido 48 ore dall’acquisto. Con questo abbonamento avrai diritto all’utilizzo della bici per un massimo di 8 ore, anche non consecutive.

L’abbonamento annuale è anche acquistabile in versione cartacee presso i punti vendita autorizzati, con un supplemento di € 3 per la spedizione della tessera.

Dopo aver acquistato il tuo abbonamento, non ti resta che dare un’occhiata alla mappa e scegliere la stazione più vicina a te per prelevare la tua bici.

Stazioni Reggio in Bici

Per il tour di Reggio Calabria in bici ci sono 10 stazioni tradizionali, così dislocate:

Reggio Calabria in bici - stazione bici
Stazione bici Piazza Indipendenza
  1. SANTA CATERINA (Via Montello/Via Italia)
  2. UNIVERSITÀ (Viale Manfroce/Viale della Libertà) 
  3. PORTO (Via Candeloro)
  4. OSPEDALI RIUNITI (Via Giuseppe Melacrino)
  5. MUSEO MAGNA GRECIA (Piazza Indipendenza)
  6. PIAZZA ITALIA (Piazza Italia)
  7. CASTELLO ARAGONESE (Via A. Crimino/Via Marvasi)
  8. DUOMO (Piazza Duomo)
  9. STAZIONE CENTRALE (Via Missori)
  10. CE.DIR (Via del Gelsomino)

Vi sono poi due stazioni aggiuntive virtuali (Bike Point Atam – Terminal Botteghelle, Bike Point Pepy’s Beach – Lungomare Falcomatà) dove è possibile, all’interno degli orari di attività, prelevare o riconsegnare una bicicletta del servizio Reggio in bici. Le stazioni virtuali possono essere consultate sempre tramite App.

Una volta individuata la stazione più vicina, basta seguire i seguenti step:

  • cliccare sull’icona “sblocca“;
  • selezionare il numero di colonnina dal quale vuoi prelevarla, tra quelle segnalate come disponibili;
  • attendere che la luce verde lampeggi e l’emissione di una serie di bip sonori.
  • non appena i bip diventano più accelerati, puoi sganciare la bici, sollevandola leggermente e sfilandola verso destra.

Come restituire le bici

Per restituire la bici, basta riagganciarla ad una colonnina libera nelle stazioni presenti in città, senza aver necessità di accedere nuovamente all’app. Aspetta i tre bip sonori per essere sicuro che il deposito della bici sia avvenuto correttamente. Controlla che la bici non si possa sfilare manualmente, una volta depositata.

Mariarita Sciarrone
Mariarita Sciarrone

Giornalista, esperta di marketing territoriale e digital strategist. Sembrano tante qualifiche, ma sono tutte racchiuse in una professione.  In parole povere mi occupo di valorizzare aziende e territori. Lo faccio principalmente mettendo assieme strategia e parole. Hai bisogno di aiuto?  LAVORA CON ME


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2 thoughts on “Reggio Calabria in bici”

  1. Francesco Nucara ha detto:
    Maggio 12, 2020 alle 10:25 am

    Credo di essere stato il primo a pagare l’abbonamento al servizio Reggio in Bici da cittadino ed aver usufruito dello stesso da turista. Purtroppo a parte rari casi servizio pessimo: assistenza inesistente, bici elettriche scariche, gomme sgonfie, manutenzione insufficiente, colonnine fuori servizio.
    Di sicuro non lo rinnoverò e non potrò pubblicizzarlo ne da cittadino, ne da turista

    Rispondi
    1. Mariarita Sciarrone ha detto:
      Maggio 15, 2020 alle 2:43 pm

      Ciao Francesco,
      mi spiace per la tua esperienza negativa. Io l’ho provato diverse volte e mi sono trovata sempre bene. Ammetto che l’app non sia poi così intuitiva, ma a parte questo non ho avuto problemi. Ho provato sia le bici normali, che quelle a pedalata assistita.

      Rispondi

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Ho scelto di raccontare un’altra Calabria. Lo St Ho scelto di raccontare un’altra Calabria. Lo Stretto Indispensabile è nato per questo. 
Sono passati 12 anni dal mio ritorno qui. Non mi sono pentita di essere andata via, non mi sono pentita di essere tornata. Non ho mai giudicato chi è andato via, però spiace che spesso le parole più crude verso la Calabria provengano da calabresi. 
Li osservo mentre da lontano mettono la Calabria al centro dei loro racconti. E non sono bei racconti, no. Sono quelli che scrivono “Cercasi commesso volenteroso da subito. Astenersi calabresi”. 
Ma è uno scherzo, dice il calabrese che l’ha scritto. Una goliardata. 
Scherzi mal riusciti a parte, figli di un volersi tirare la zappa sui piedi ad ogni costo, è come se urlassero al mondo: “lo vedi che ho fatto la scelta giusta ad andarmene?”.
Sono i delusi, gli sfiduciati. Quelli che non li convincerai mai, perché hanno condannato all’ergastolo la regione che li ha partoriti e l’unico modo che hanno per dimostrare il loro amore è quello di lanciarle dardi. 

Quell’altra Calabria non la racconto per loro, abbiamo detto che non li convinceremo mai. 
La racconto per gli altri, per chi ne sente l’urgenza e per chi come me sogna una migrazione al contrario. È ambizioso come sogno, lo so. Ma la vision è fatta di questo. Di sogni. E per fortuna non sono da sola.

Lì fuori è pieno di persone che credono in questa vision e raccontano una Calabria resiliente, i borghi e i luoghi che i calabresi per primi non conoscono, le tradizioni che rischiano di andare perse, i giovani che a colpi di ascia e innovazione stanno distruggendo le fondamenta di una terra considerata perduta, per costruire imprese etiche, aziende biologiche, progetti inclusivi. 
Le ho incontrate queste persone, ho ascoltato le loro storie, ci siamo scelti per lavorare assieme, hanno la luce negli occhi e idee così belle che ti viene solo da abbracciarle. 

Ho scelto di dare voce a loro e a questa Calabria, non perché abbia i paraocchi e non veda tutto quello che non va.
Ma perché di quella Calabria lì, quella sbagliata, sono bravi a parlarne tutti, siete più bravi a parlarne voi. Io no.
Io racconto altro, per chi ha voglia di ascoltare.
Ciao, febbraio. Sei stato tante cose e tante prime Ciao, febbraio.
Sei stato tante cose e tante prime volte.
Il ritorno nei borghi, la prima volta a Parigi, pranzi in mensa, molte sveglie all’alba, vestiti di carnevale che sudi sette camicie per farli indossare a tua figlia, salvo poi non riuscire a toglierglieli neanche per dormire. 
Compleanni e candeline da soffiare. 
Sei stato un mix di ruoli di responsabilità, orgoglio, soddisfazione, ma anche senso di impotenza, lacrime e notti col cuore pesante. Viaggi in treno, in macchina, in autobus, in aereo, ma quel che conta viaggi.
Sei stato la dura legge della conciliazione vita-lavoro, mamma-lavoro, figlia-lavoro, compagna-lavoro, amica-lavoro. E per quanto mi ripetano che non sono il mio lavoro, ho fatto pace con la verità che sono anche il mio lavoro. E l’unico modo che ho per non soccombere, è provare a conciliare. C’è da dire, infine, che la mia conciliazione passa anche dal trascorrere serate a cercare una Barbie che non è una Barbie, ma una costruzione dei lego. 
Sei stato tante cose, febbraio. Ma più di tutte sei stato la certezza che andando via tu, hai lasciato posto alla primavera. Poco importa se sono previsti bruschi cali di temperatura, marzo pazzerello e via dicendo. Io ho comunque detto ciao ciao all’inverno.
“Vattene dai luoghi che non ti guardano le spall “Vattene dai luoghi che non ti guardano le spalle”.
Ché di fronte ai nostri occhi abbiamo sempre il mare, ma dietro di noi è la montagna che ci guarda le spalle. 

È la montagna che ha protetto la gente di questa terra durante le incursioni saracene.
Siamo gente di mare, ma le tradizioni sono tutte lì, in mezzo ai boschi.
Non scordarlo mai! 

#lostrettoindispensabile #tramareemonti #storiacalabria
Le strict nécessaire de Paris. Parigi se ne freg Le strict nécessaire de Paris.

Parigi se ne frega. Se le parli in inglese, se ne frega. E ti costringe a dare fondo a tutte le tue reminiscenze scolastiche. Ché alla fine ti chiedi dove le hai pescate quelle parole in francese, tu che il francese non lo hai mai studiato.

Parigi ti guarda con l’aria superba, di chi sa di essere sfacciatamente bella e può permettersi anche un hotel in centro dove i riscaldamenti non funzionano. Che diamine, sei a Parigi.

Se ne frega, ma solo apparentemente. Ché sotto il braccio nasconde la baguette, ma in mano ha un libro per imparare l’italiano e sfoggia ristoranti e pizzerie che sventolano il tricolore.
Però non temere, Parigi. Sei bella assai. 

Luoghi comuni su Parigi, che non sono poi così comuni ne avete?

#paris #parisvibes #visitparis #viaggianord #parigidascoprire #inviaggioaparigi #viaggidilavoro
Vino e territorio, cibo e territorio. L’unione Vino e territorio, cibo e territorio. 
L’unione tra questi elementi è sempre stata vincente. Eppure, a volte si tendono a dare per scontate le risorse, la propria autenticità e unicità. 
In questi giorni ho assaggiato moltissimi vini, per lo più calabresi ma non solo. 
Vini biologici, vini premiati, ma anche liquori artigianali. 

Ho conosciuto la storia di molte aziende, le ho osservate da vicino, ho visto la loro unicità anche quando non traspariva dalle loro parole.
Insieme abbiamo raccontato a giornalisti e visitatori professionali non solo il vino, ma soprattutto il territorio. Perché un vino si nutre di questo: della terra in cui crescono le sue uve. Del vento che soffia lungo i vitigni, di quanto estrema sia la viticoltura. 
Non è solo il territorio a fare un buon vino. È questione di pazienza, amore, dedizione, lungimiranza. E poi radici.
Ho assaggiato tanti vini, dicevo.
Per tre lunghi giorni e in orari in cui non sono solita bere. Ma ho anche degustato i prodotti identitari del territorio.
Con un pizzico di orgoglio, lo ammetto, ho osservato l’interesse da parte di produttori e giornalisti verso una regione considerata dai più come un luogo senza speranza, dimenticato, in cui non c’è nulla. 
La narrazione è per lo più questa, ma per fortuna c’è una contro narrazione. 
Il mio ringraziamento va soprattutto agli artefici di questa contro narrazione. A tutti gli imprenditori che hanno costruito oasi nel deserto, che hanno piantato semi in terreni giudicati aridi e che sono andati avanti quando tutti gli dicevano di mollare. A chi se n’è andato, ma non ha mai smesso di raccontare la Calabria, elevandola. Grazie!

#wineparis2023 #wineexhibition #parisexposition #calabresinelmondo #prodotticalabresi #vinibiologici #vinicalabresi #calabriastraordinaria #winetasting #wineparis
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