Seminare il bello, a sud.

Seminare il bello, a sud.

È tanto tempo che non scrivo assiduamente sul blog, prediligendo molto più Instagram. Prendo spunto da un post che stavo scrivendo, rivelatosi come al solito troppo lungo, per tornare qui, su questo spazio che è mio e non di terze parti. Lo spunto viene da un calendario dell’avvento particolare, di Marta Pavia, aka Zucca Violina. “Un calendario dell’avvento creativo che consiste nel pubblicare su Instagram una foto al giorno, dall’1 al 25 dicembre” con un hashtag dedicato. Lo spunto di oggi è #seminailbello ed io, che del “seminare il bello” ne ho ormai fatto una filosofia di vita, non potevo non scriverci qualcosa su.

Seminare il bello_ Calendario dell'avvento

Circondarsi di bellezza

Circondarsi di bellezza, on line e offline. Viverla e raccontarla. Un mantra che mi ha accompagnato negli ultimi nove anni, quelli in cui sono tornata a vivere a casa. Ho sempre pensato che per vivere qui in Calabria ci voglia un po’ di sangue freddo. No, non siamo eroi e non ho mai pensato che chi va via di qui sia meno coraggioso, però ricordo perfettamente che dieci anni fa, quando ero una mina vagante in giro per l’Europa, scrissi un pezzo sulla vita dei fuori sede e il titolo era esattamente questo: “Ci vuole coraggio per tornare”. Perché una volta che parti e tocchi con mano tutte le opportunità che puoi avere vivendo in un’altra città con più servizi, più lavoro, più e basta, vedi tutto con occhi diversi. Ti capita di essere anche un po’ superba nei confronti di chi, al contrario tuo, è rimasto. Per questo, quando vivevo fuori e tornavo in Calabria in estate o per le feste di Natale, la vedevo sempre più piccola, più desolata, più triste. Eppure, tutte le volte che arrivava il momento di ripartire, si affacciava il nodo in gola, come il boccone che proprio non andava giù. “Non sarei mai tornata indietro”, mi dicevo mentre tornavo a quella che consideravo la mia vita presente e futura. Invece, la notte facevo i conti con tutte le mancanze, mi circondavo di surrogati per placare la malinconia e la nostalgia. Proseguivo ferma per la mia strada, ma con il cuore spezzato da quegli amori immensi e dannati che cerchi di dimenticare e che non riesci in alcun modo a rimpiazzare.

Il coraggio di tornare

Alla fine il coraggio per tornare l’ho trovato. E non perché non avessi altra scelta, ma semplicemente perché tutte le città in cui ho vissuto sono state delle splendide amanti, ma l’amore è un’altra cosa. Sono tornata ed è stata dura, sono tornata e ricordo che i primi anni mi incazzavo un giorno sì e l’altro pure. E vivevo male, male davvero. Fino a quando ho scelto di cambiare prospettiva.

#Seminailbello

Ho iniziato a circondarmi di gente virtuosa, che stava realmente creando qualcosa di buono in questa terra, ho chiuso la porta ai disfattisti, alle persone aride, senza idee e senza sogni, ho iniziato a partecipare a tutte e dico tutte le attività che ritenevo di valore.

Sono andata a vedere da vicino le belle realtà imprenditoriali, ho scritto le loro storie, gli ho dato una voce, ho condiviso e sposato le loro iniziative, con qualcuno ne è nata una bella collaborazione. Ho viaggiato molto, in tutto il sud, perché ho scoperto di conoscerlo poco. Ho trovato rifugio nelle Isole Eolie che sono immerse nella bellezza. Sono andata a scoprire i borghi dell’entroterra calabrese, a parlare con i vecchi, gli artigiani, i piccoli ristoratori e ho ascoltato tanto, cercando un po’ le mie radici. Ho scritto tutto quello che vedevo e nel mio piccolo ho iniziato a promuovere questo mio grande amore che è la Calabria, il mio sud. Ho seminato il bello ed ho raccolto dei frutti meravigliosi.

Oggi posso dire che non si tratta di coraggio, ci vuole coraggio per tornare ma anche per partire, per vivere lontano dai propri cari e dalla propria terra. Noi de sud siamo un po’ tutti coraggiosi, chi parte e chi resta. Ognuno con le proprie storie, con le proprie vite. La differenza, a prescindere da chi parte e chi resta, la fa la prospettiva con cui si sceglie di vivere. Dando un senso alle cose, una spolverata di zucchero a velo in un dolce in cui c’è fin troppo poco zucchero, un po’ di rosa quando tutto è dannatamente bianco e nero.

E se ci sono riuscita è stato perché ho rivolto lo sguardo sempre verso il mare e mai verso “le facciate mai finite” e non per tapparmi gli occhi, ma perché se vuoi vivere qui devi circondarti di bellezza e se alleni l’occhio ne trovi un’infinità.    

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