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Facebook per promuovere una struttura ricettiva
Come usare Facebook per promuovere una struttura ricettiva

Come usare Facebook per promuovere una struttura ricettiva

Maggio 16, 2018 Mariarita Sciarrone

Prima dei social era il territorio ad andare dal viaggiatore, oggi possiamo dire che viaggiatore e territorio si incontrano a metà strada. Da una parte è il viaggiatore che arriva al territorio e ci arriva attraverso i social media, gli influencer marketing, i travel blog e i siti di viaggio. Dall’altro lato, il territorio arriva al turista/viaggiatore attraverso un corretto posizionamento sui social media. Farsi trovare è la prima regola per promuovere una struttura ricettiva, scegliere gli strumenti web più corretti è la seconda regola. Se hai in mente di promuovere una struttura ricettiva, se sei un tour operatori e vuoi ampliare il tuo target, Facebook è sicuramente tra i social network da includere nella tua social media strategy.

 

Con oltre due miliardi di utenti attivi nel mondo  e 34 milioni di utenti attivi al mese in Italia (Fonte: report We Are Social), Facebook è la piattaforma social più utilizzata nel mondo (in italia è seconda solo a Youtube). Ma andiamo a vedere come usare Facebook per promuovere una struttura ricettiva.

Promuovere un struttura ricettiva partendo dal territorio

Che tu abbia un b&b, un hotel, un agriturismo, un ristorante, il mio consiglio è quello di promuovere la tua attività partendo dal territorio in cui si trova, raccontando le tradizioni locali e considerandola come parte integrante di quel territorio. In questo modo promuoverai la tua struttura contestualizzandola in una determinata destinazione turistica e ampliando il tuo target.

Se, ad esempio, hai un B&B a Reggio Calabria, attirerai più persone se racconterai cosa c’è da fare vicino al tuo B&B, promuovendone gli eventi e le attività. Naturalmente è necessario parlare anche del tuo B&B, ma facendo in modo di essere il meno autoreferenziali possibili. Le persone sono in cerca di storie e di esperienze da fare e il territorio ne è ricco. Se vuoi conoscere altre regole per promuovere un territorio sui social leggi il mio precedente post.

Come usare Facebook per promuovere una struttura ricettiva

D’accordo, raccontiamo una storia, parliamo del territorio, ma l’utente deve essere anche attratto dalla tua offerta, deve percepire un buon rapporto qualità prezzo, deve vederne l’esclusività. In che modo può aiutarti Facebook per promuovere la tua struttura ricettiva e incrementare le prenotazioni?

La prima cosa da tenere a mente è che Facebook non è uno strumento gratuito, non per le aziende. Sul web puoi trovare tantissimi post in cui ti diranno che il principale social network del mondo è  diventato un paid media. Se vuoi esserci, devi innanzitutto pensare ad un budget da dedicare alle inserzioni pubblicitarie. E questo vale per tutti i settori, non solo per il turismo.

Tra i vari strumenti per spingere una struttura ricettiva ci sono le inserzioni dinamiche per i viaggi, introdotte di recente.

facebook-per-promuovere-una-struttura-ricettiva
Fonte: https://www.facebook.com/business/success/melia-hotels-international

 

Le inserzioni dinamiche per promuovere una struttura ricettiva

Cosa sono le inserzioni dinamiche per i viaggi? Si tratta di una nuova forma di pubblicità che consente di mostrare in modo del tutto automatico le inserzioni su Facebook e Instagram alle persone che hanno in mente di fare un viaggio. Un’inserzione dinamica andrà a colpire gli indecisi, quelli che stanno pensando di fare un viaggio, ma ancora non hanno prenotato.

Le inserzioni dinamiche agiscono, quindi, sul remarketing, ovvero sugli utenti che hanno mostrato interesse per la tua destinazione turistica, il tuo hotel, il tuo viaggio organizzato, mostrandogli la disponibilità in determinate date, il tutto all’interno di Facebook.

Chi dovrebbe usare le inserzioni dinamiche?

Se hai un B&B o una qualsiasi struttura ricettiva, se sei un tour operator, le inserzioni dinamiche per i viaggi ti consentono di targetizzare gli utenti con inserzioni pertinenti basate su specifiche date, destinazioni e altri dettagli di viaggio. Puoi, ad esempio, rivolgerti agli utenti che hanno espresso interesse verso specifiche offerte di viaggio sul tuo sito, incentivandoli a fargli completare la prenotazione. Oppure puoi rivolgerti alle persone che hanno semplicemente visitato il tuo sito o una determinata pagina.

Esistono tre tipi di inserzioni dinamiche che Facebook mette a disposizione, ovvero inserzioni per:

  • hotel, che permettono di promuovere le stanze e la struttura ricettiva;
  • voli, con cui un tour operator può ad esempio spingere offerte e itinerari di viaggio;
  • destinazioni, con cui si possono promuovere destinazioni o attrazioni di una determinata città o regione.

Qual è il vantaggio delle inserzioni dinamiche?

Le inserzioni dinamiche per i viaggi sono automatiche. È sufficiente configurare la tua campagna una sola volta per promuovere tutta la tua offerta, senza dover creare ciascuna inserzione separatamente.

La prima cosa da fare per creare un’inserzione dinamica è quella di caricare sulla tua pagina Facebook un catalogo che includa la tua offerta.

Un catalogo viaggi contiene un elenco di prodotti e i relativi dettagli. Se hai un hotel puoi inserire le stanze, aggiungendo prezzi, disponibilità e offerte.

Per creare un catalogo viaggi devi accedere al tuo business manager, o a quello della tua azienda dove è presente la pagina interessata e cliccare su cataloghi (vedi immagine in basso).

Facebook per promuovere una struttura ricettiva -CATALOGO

Il passaggio successivo è quello di creare il catalogo attraverso l’installazione guidata o sincronizzando il tuo catalogo dal sito web.

Una volta creato il catalogo, dovrai installare il pixel di Facebook sul sito web in cui è possibile effettuare la prenotazione. In questo modo facebook potrà monitorare gli utenti che hanno visitato il tuo sito web senza completare l’acquisto.

Terminati questi due passaggi, possiamo creare le inserzioni dinamiche scegliendo come obiettivo le conversioni.

Un altro strumento utile per promuovere una struttura ricettiva è il trip consideration. Questo strumento consente alle strutture ricettive di creare inserzioni per spingere gli utenti a scegliere una determinata destinazione per il prossimo viaggio. La differenza con le inserzioni dinamiche è che con le trip consideration non dovrai caricare un catalogo.

Ci sono poi tante altre azioni indispensabili per promuovere la tua struttura tramite Facebook, azioni che riguardano l’impostazione della pagina e i contenuti che scegli di pubblicare.  Se vuoi approfondire questo tema o vuoi conoscere meglio gli strumenti per promuovere il territorio e le strutture ricettive, ti invito a partecipare al prossimo corso che terrò a Barcellona P.G. su come promuovere un territorio on line e off line. Sotto trovi il programma

Maggiori info qui

Come promuovere una destinazione turistica

 

 

Mariarita Sciarrone
Mariarita Sciarrone

Giornalista, esperta di marketing territoriale e digital strategist. Sembrano tante qualifiche, ma sono tutte racchiuse in una professione.  In parole povere mi occupo di valorizzare aziende e territori. Lo faccio principalmente mettendo assieme strategia e parole. Hai bisogno di aiuto?  LAVORA CON ME


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✍️Scrivo ovunque, per lavoro su @avveniredicalabria 👉 Quella dei social 📍#Calabria e Sud lenti 🌟 Nostalgica per vocazione Ho creato @secretcalabria

(Edit: la mostra è visitabile fino al 3 maggio). (Edit: la mostra è visitabile fino al 3 maggio). 
Quando si parla di #GianniVersace, si raccontano quasi sempre il mito, il successo, la sua fine tragica.
Molto più raramente si racconta il luogo da cui tutto è cominciato: Reggio Calabria.

Qui ci sono almeno quattro case che hanno segnato il passaggio della vita di Gianni Versace.
Luoghi in cui ha iniziato a seguire le orme della madre sarta, in cui si è formato e dove è nata la prima boutique di famiglia.

Ho deciso di seguire le tracce dei suoi primi anni di vita dopo aver visto la mostra dedicata a Versace al Museo Archeologico di Reggio Calabria.
E perché trovo che ci sia stata una narrazione non completamente vera della sua opinione di Reggio e della Calabria.
È stato raccontato che la famiglia Versace avesse dimenticato la Calabria, che lui fosse fuggito da qui e che non fosse legato alla sua terra.
Che ci sia stato un taglio del cordone ombelicale è indubbio, basti pensare che i pezzi della mostra provengono da collezionisti privati e non dalla famiglia.

Ciò che non si può negare è tutto quello che ha costruito Versace: il suo estro creativo parte da qui e parla della Calabria e della Magna Grecia.
A partire dal logo Medusa, fino alle sue parole.

“L’odore mi sale alle narici, forte e pungente: l’odore del mare in burrasca…”
(1992)

La Calabria, per lui, era luce, odori, memoria.

✨ Se vuoi ripercorrere i luoghi storici della sua vita a Reggio, questo è l’itinerario a piedi:

📍 Piazza Castello
📍Liceo Classico Tommaso Campanella
📍 Via Domenico Muratori (casa natale e primo laboratorio)
📍 Corso Garibaldi → Piazza Duomo
📍 Via Tommaso Gullì (prima boutique Versace)
📍 Via dei Correttori (nascita Donatella)
📍 Via Pritanèi (case di famiglia)
📍 Lungomare Falcomatà → Terme Romane + Mura Greche
📍 Museo Archeologico di Reggio Calabria

👉 Fino al 3 maggio puoi visitare la mostra
“Gianni Versace – Terra Mater. Magna Grecia Roots”
Un percorso che mette in dialogo moda, archeologia e identità mediterranea.

Uno dei paradossi della mia città è questo: fino ad oggi pochissimi omaggi a Gianni Versace, qui dove tutto ebbe inizio. Questa mostra però gli rende davvero omaggio.
‘Mamma quando c’è il sole le case sono più belle. ‘Mamma quando c’è il sole le case sono più belle. Perché il sole le illumina e diventano più lucenti’.

Mi ha detto questa frase mia figlia dopo tre mesi di pioggia, grigiume, vento , allerte meteo entrate ormai nel vocabolario dei più piccoli.
Ed ho riflettuto su cosa significhino giornate di sole a queste latitudini.
Quando dicono “non si vive di solo mare e sole”, non sanno quanto si sbagliano. 
Perché in luoghi fragili, che nel tempo sono stati deturpati dalla mano dell’uomo, in luoghi lontani dai grandi centri culturali al chiuso, dove ancora oggi devi sempre sperare che quell’autore, quel cantante, quello spettacolo, quel film arrivi primo o poi; dove in mezzo a tante case belle e curate, campeggia il non finito. Dove non è che non ci sia nulla da fare, da vedere, ma gli spazi sono pensati all’aperto, in questi luoghi qui le giornate di sole sono l’essenziale. 

Il nostro da fare è fatto di passeggiate in mezzo alla natura, aperitivi in riva al mare, chiacchierate nelle timpe. Ci divertiamo nelle piazze, su balconi, terrazze, nei cortili, sul lungomare. 

In questi luoghi, dove la pioggia evidenzia strade dissestate, divide paesi, fa crollare ponti, tira fuori fiumi di sporcizia, il sole è un salva vita perché restituisce bellezza e lucentezza come dice mia figlia.
Non è che noi viviamo di allitterazioni solo sole, è che col sole risultiamo più belli e più felici.

Adesso scusatemi ma dopo 90 giorni di gennaio vado (shhh) a ad abbracciare la primavera e poi torno. 
#sud #pensieriasud #lostrettoindispensabile
Cose che mi hanno salvata quest’inverno. 1. I pran Cose che mi hanno salvata quest’inverno.
1. I pranzi al mare, a piedi nudi, a dicembre. Il mare, sempre;
2. Una domenica mattina al museo;
3-4-5-6 Le amiche dell’età adulta, quelle di sempre, quelle di mia figlia che poi sono diventate anche le mie;
5. Le feste di carnevale per bambini dove si vestono anche gli adulti; 
7- Sapere che per molti la tarantella è folklore, per altri è un trend, per altri ancora un qualcosa da “che fastidio”, per me è casa e condividere questi momenti con chi amo;
8. Uscire dalla mia comfort zone, andare a parlare con persone a me affini di cose che mi stanno a cuore;
9 i luoghi a misura di bambini e quelli che i bambini non li schifano;
10. I posti belli e la rete che mi sono costruita da quando ho scelto di tornare in Calabria; 
11. Natale con i miei, ma anche con queste personcine qui e la famiglia che mi sono scelta; 
12. Le tue mille avventure e la possibilità di rivivere una seconda infanzia; 
13. Tutte le cose che ho perso e poi ritrovato, quelle che si sono nascoste bene, quelle che ho lasciato andare;
14. La me ritrovata, perché negli ultimi anni non mi trovavo più ma ero solo immersa in un nuovo viaggio interiore;
15. la mia prima lavastoviglie della vita e sapere che l’elfo Lumi tornerà anche il prossimo Natale. (A dicembre imprecherò ma per adesso sono contenta che la magia continui);
16. La palestra e l’aver imparato a prendermi cura di me;
17. Smontare la cameretta, le convinzioni, cambiare strada, fare un passo indietro;
18-19-20 l’olio buono che ho centellinato e di cui devo fare scorta, la pizza, la mia “fede reggina”.

Cose che non ci stavano in 20 foto: le chat archiviate, silenziate, eliminate, il sabato mattina, il ferro per fare le onde ai capelli, i profumatori del bucato, il folletto, il cioccolato all’85%, L’estemporaneità che mi sono tenuta stretta, seppur con molta fatica. 

Ora, il punto è: tecnicamente è primavera ed io sarei pronta a rifiorire. Per cui ti sto aspettando ♥️ se mi stai ancora cercando, sono dove stavo ieri.
Quando vivevo fuori, la cosa che più adoravo era t Quando vivevo fuori, la cosa che più adoravo era tornare a casa all’insaputa di tutti. Mi divertiva fare sorprese, osservare la faccia stupita e incredula di chi non si aspettava il mio ritorno. 

A volte tornavo in un martedì pomeriggio qualunque, in autunno, in un giorno di pioggia, perché mi piaceva portare un po’ di scompiglio nell’ordinario. Un po’ di bellezza nella fatica dei giorni di chi resta, quando vedi chi più ami andare via. 

Quando tornavo a casa a sorpresa, a mio papà brillavono gli occhi, ma passata l’emozione, il volto si faceva scuro, perché non era venuto a prendermi lui in stazione, perché non mi aveva seguito durante il viaggio, perché non aveva passato la notte sveglio ad aspettarmi. 
Perché mio papà mi ha aspettato sempre, anche oggi, stanco e affaticato io lo vedo che mi aspetta. 

All’inizio i ritorni erano facili, più o meno una volta al mese, poi, con l’aumentare della distanza fisica, si è dilatato il tempo e accorciare le distanze è diventato sempre più complesso. È stato allora che ho visto i miei genitori invecchiare. Un grande privilegio, ne sono consapevole. Ed è per questa consapevolezza che ogni ricorrenza cerco dí celebrarla nel modo più autentico possibile. Non con regali materiali ma donando ai miei genitori quanto di più prezioso per loro: il mio tempo. 

Arrivo a Gionata conclusa, solo perché un domani possa ricordarmi che anche oggi abbiamo trascorso una giornata semplice, ma insieme: sorseggiando un caffè al bar, chiacchierando del più e del meno, alzando un calice, provando a rallentare. 

Avevo un sacco di cose da fare oggi e inevitabilmente ne ho lasciate tante indietro. Ma ci sono cose, che poi non sono cose, che ad un certo punto non aspettano più. 

La foto è dell’anno scorso in uno degli scatti di Antonia Messineo che forse non ho mai condiviso. 
Questo mi piace più degli altri
“Non puoi piacere a tutti” Luca Conti fu la prima “Non puoi piacere a tutti”
Luca Conti fu la prima persona a farmi cambiare prospettiva dopo un’intera vita a compiacere gli altri. Per non deludere o per uniformarmi o per insicurezza. Per tutte e tre le cose insieme.. Era il 2021. Sembrano passati pochi anni ma in realtà era un’altra epoca. E la cosa che subito notai quando entrai in quella community che era La Circle fu proprio questa. Luca era davvero di un’altra epoca, ma non nel senso negativo del termine, non di quelle persone antiche. Sembrava fosse rimasto indietro invece era un precursore. Come ha scritto Cristiano Carriero:, “era trent’anni avanti a noi: parlava di disconnessione mentre erano tutti connessi e schiavi del digitale. parlava di queerness quando nessuno sapeva cosa fosse, organizzava book club, metteva insieme persone, ti invitava a uscire dalla tua zona di comfort con l’incredibile risultato di farti sentire sempre a tuo agio”. 

Con lui ho seguito corsi sulla gestione del tempo, mi ha aiutato a pormi degli obiettivi mensili, ad occuparmi del mio benessere fisico e mentale per lavorare, io che ero da poco diventata mamma e faticavo a stare in questa nuova dimensione. Abbiamo letto assieme diversi libri.
A volte pensavo dicesse cose scontate ma poi mi sorprendevo quando mi rendevo conto che il senso della vita stava in tutta quella semplicità. 

L’ultima immagine che ho di lui è una colazione all’Aldiana Resort. Ci siamo conosciuti di persona lì, durante La Content Fest. Ricordo perfettamente di cosa abbiamo parlato e di quella videochiamata di mia figlia in cui si inserì anche lui, pur sapendo che lo smartphone a tavola, ma in generale lo smartphone, non faceva parte della sua visione della vita. 

Mi è rimasto il cruccio di averlo perso di vista negli ultimi anni. Perché il digitale è così. Ti avvicina velocemente, ma ti disperde con la stessa velocità e lui lo sapeva bene. 
Non eravamo amici. Abbiamo camminato vicini solo per un breve tratto di vita. Eppure, quegli insegnamenti, quei libri ritornano ancora oggi e so che resteranno.

Ciao Luca, ti saluto con un tramonto che ogni tanto ti mostravo durante i workshop. E vado a rileggere quel libro che mi hai consigliato.
I giorni del ciclone harry è successa una cosa che I giorni del ciclone harry è successa una cosa che mi ha fatto molto riflettere. 
Sono stati giorni in cui ho avuto poco accesssi ai social. Mi succede da un po’ ma in particolare in quei gironi. Scuole chiuse, più lavoro del solito ei in quei giorni con una bambina a casa. La vita offline ha preso il sopravvento. Mi collegavo on Line per leggere le notizie e i comunicati stampa che arrivavano, guardavo i tg. 

In nessuno di questi mezzi ho avuto accesso ad informazioni consistenti sulla gravità di quanto stesse accadendo in Sicilia, in Calabria e Sardegna. A Reggio Calabria la situazione è stata molto tranquilla. Giusto un po’ di pioggia. Solo ieri ho ripreso a collegarmi con più frequenza sui social e mi sono arrivate le immagini devastanti della costa orientale Siciliana, di Furci Siculo, Taormina, Siracusa, Siderno, Locri, Catanzaro. I social hanno fatto quello che non ha fatto nessun altro mezzo. Sono arrivati come una valanga: video, reel, testimonianze. Tutte con il medesimo racconto, la medesima narrazione: qui c’è stata l’apocalisse ma i tg nazionali hanno trattato la notizia come qualcosa di irrilevante. 

Non siamo entrati nell’agenda setting. 
Veniamo poco prima dellle notizie dello sport. Non c’è nessuno speciale, nessun approfondimento in tv. Solo i social. Content creator, divulgatori e medial locali ne parlano. 

E allora viene da chiedersi come mai? Perché se non è antimeridiomalismo questo, che cos’é? Siamo davvero destinati a non fare notizia? Ma soprattutto quando spezzeremo la catena che ci vede figlio di un Dio minore?

Credits video: @lucabarone_aerial_cinema @pioandreaperi @damianobevilacquaofficial @catanzaro__channel 
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